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392 - Tambùr di stróligh.
Tamburo degli zingari.
Detto a chi è un pò ingenuo.
393 - Ul niént l'é bùñ pai œc.
Il niente è buono per gli occhi.
Si dice per consolazione.
394 - L'é vultlà.
È caduto.
È morto.
395 - An da èrba an da mèrda.
Anno di erba anno di merda.
Quando piove e c'è tanta erba nei campi i raccolti saranno scarsi.
396 - La fai marùñ.
Si è fatto sorprendere.
Si è fatto sorprendere mentre si stava "arrangiando".
397 - Cun tüt ul laurà ca te fai te se mia riusì a vistì 'l campanéñ.
Con tutto il lavoro che hai fatto non sei riuscito a vestire il campanile.
Si dice a chi, dopo tanto lavoro non è riuscito a mettere da parte un po di soldi.
398 - Müradùr da rapaté.
Muratore da strapazzo.
Muratore di poco valore.
399 - Tri pé da maiòlica.
Tre piedi di maiolica.
Persona imbranata.
400 - Ta spatàsci cumé na brüþèla.
Ti schiaccio come la i rimasugli di farina lievitata.
Detto a uno che ti sta facendo arrabbiare.
401 - Al par cal manngia i ghèz.
Sembra che magia i ramarri.
Quando si allude ad una persona magrissima.
402 - Al ga su 'l gat in sul fœgh.
A su il gatto sul fuoco.
Quando una famiglia povera non ha legna da ardere sul camino.
403 - Mangià da süc.
Mangiare asciutto.
Mangiare cibo senza brodo.
404 - A dœrmi mia süi as da la furmagìna.
Non dormo sugli assi della formaggina.
Lo dice un tipo sveglio.
405 - L'ha di 'l curàd da murigœ', che ul véñ al sa po fal anca cui pincirœ.
Lo ha detto il curato di Murigœ, che il vino si può fare anche con gli acini.
Un detto quando si beve un vino artefatto.
406 - Acqua santa e brœd, san fan fin quan sa vœr.
Acqua santa e brodo se ne fanno fino a quanto si vuole.
La base è sempre acqua, basta aggiungerne a piacere.
407 - Va ca ta fan a tra.
Guarda che ti osservano.
Ti notano in senso negativo.
408 - Sóm stràk 'mén vilàñ.
Sono stanco come un villano.
Villano inteso come i contadini di una volta.
409 - Chi ghé ghé, chi ghè nò ca sa ràngian.
Chi c'è c'è, chi non c'è che si arrangino.
Chi arriva in ritardo si deve arrangiare.
410 - In cü e camìþa.
Sono culo e camicia.
Sono due "VERI" amici per la pelle.
411 - L'é méj un'usèlìñ in màñ, che 'n aquila ca sgùra.
E' meglio un uccellino in mano che un'aquila che vola.
E' sempre meglio accontentarsi di poco ma sicuro che "sperare" in tanto.